Disegno di legge n.2233: lo smart working tra trattamento economico, sicurezza e privacy

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Smart working, lavoro remoto, lavoro agile, lavoro smart, ex telelavoro: molti modi di dirlo e un solo testo normativo di riferimento. Cosa prevede la legge?

Lo scorso 3 novembre, il Senato ha approvato il disegno di legge n. 2233 sul lavoro autonomo e sul lavoro ‘agile’, recante le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Il testo ora passa alla Camera.

Ma cosa s’intende precisamente per lavoro agile? Il titolo II del disegno di legge n. 2233 trova una definizione univoca quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato allo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ne sono indicati chiaramente anche confini e tempi laddove il testo di legge specifica che il lavoro agile può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno (in quest’ultimo caso senza una postazione fissa) ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

Sulle modalità di forma e recesso, la legge prevede che l’accordo debba essere stipulato per iscritto (a pena di nullità) con specifica dei tempi di riposo del lavoratore. La forma prevede sia i contratti a termine che i contratti a tempo indeterminato. In quest’ultimo caso il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore ai 30 giorni (a meno che non ci sia un giustificato motivo).

Per quanto riguarda il trattamento economico, l’articolo 15 sancisce chiaramente che il lavoratore ‘agile’ ha il diritto di ricevere il medesimo trattamento economico dei lavoratori che svolgono la stessa funzione all’interno dei lovali aziendali, tenendo fermi anche gli incentivi di carattere fiscale e contributivo (i cosiddetti premi aziendali), nel caso di aumento di produttività ed efficienza.

Per ovvi motivi, particolare spazio è dedicato dalla legge ai temi della privacy e della sicurezza. Nel primo caso è previsto che il datore di lavoro adotti misure atte a garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati dal lavoratore, mentre il lavoratore è tenuto a custodire con diligenza gli strumenti tecnologici messi a disposizione dal datore di lavoro ed è responsabile della riservatezza dei dati a cui può accedere. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, con obbligo di consegna ogni anno un’informativa scritta in cui vengono indicati i rischi generali e specifici di questo tipo di prestazione. Il lavoratore, ha altresì diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ed è tutelato contro gli infortuni che possono avvenire durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello scelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali.

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